
Quest’anno ho fatto parte di una Commissione all’esame di Maturità e ho avuto modo di vedere dall’interno il funzionamento di una prova che fa parte dei rituali di passaggio più classici nell’Italia moderna.
Le recenti discussioni in Italia riguardo alle modalità e al peso dell’Esame di Maturità hanno riacceso il dibattito su cosa debba rappresentare la prova finale del percorso scolastico. Mentre gli studenti italiani discutono di crediti, prove scritte e colloqui orali, in Cina si svolge un evento di portata nazionale che offre una prospettiva radicalmente diversa: il Gaokao (高考), l’Esame Nazionale di Ammissione all’Istruzione Superiore. Analizzarlo permette di comprendere un modello di valutazione differente, le cui caratteristiche sono strettamente legate alla storia e alla struttura sociale del Paese.
Che cos’è il Gaokao?

Il Gaokao è l’esame che si tiene annualmente in Cina all’inizio di giugno. Per due o tre giorni, circa 13 milioni di studenti affrontano una serie di test intensivi. Le materie principali sono Cinese, Matematica e una Lingua Straniera (solitamente l’Inglese). A queste si aggiunge un blocco di materie a scelta dello studente, basato sull’indirizzo di studio che intende intraprendere all’università: un’opzione scientifica (con fisica, chimica e biologia) o un’opzione umanistica (con storia, geografia e politica).
La caratteristica fondamentale del Gaokao è il suo peso determinante: il punteggio finale è, per la maggior parte degli studenti, l’unico criterio di ammissione alle università cinesi. A differenza del sistema italiano, il rendimento scolastico degli anni precedenti (i “crediti formativi”) non contribuisce al risultato finale, né è previsto un colloquio orale per integrare la valutazione. L’intero percorso di dodici anni di istruzione viene sintetizzato in un unico punteggio numerico. Questo punteggio determina non solo l’accesso all’istruzione superiore, ma anche il prestigio dell’istituto a cui si potrà aspirare.
L’Esame come Fenomeno Sociale
La centralità del Gaokao lo trasforma in un evento che coinvolge l’intera società cinese. Durante i giorni delle prove, vengono adottate misure straordinarie per garantire le migliori condizioni possibili ai candidati:
- Gestione della mobilità: il traffico nelle aree circostanti le sedi d’esame viene limitato o deviato, e convogli di polizia spesso scortano gli autobus degli studenti per assicurare la puntualità.
- Controllo del rumore: i cantieri edili e altre fonti di disturbo acustico vengono sospesi per ordinanza nelle vicinanze delle scuole.
- Supporto familiare: le famiglie vivono l’evento con grande partecipazione; è comune vedere genitori e parenti attendere per ore fuori dai cancelli degli istituti, in un gesto di supporto e incoraggiamento.
La preparazione all’esame è lunga e metodica. Gli studenti degli ultimi anni dedicano la quasi totalità del loro tempo allo studio, spesso frequentando scuole di preparazione intensive (buxiban) dopo l’orario scolastico. Negli ultimi anni c’era stata una stretta governativa sul business delle lezioni private, ma le famiglie cinesi continuano a ricorrere allo studio aggiuntivo per migliorare le prospettive di riuscita all’esame.
Le metodologie di studio sono focalizzate sull’ottimizzazione della performance nel test. Per garantire l’integrità della prova, le misure di sicurezza sono estremamente rigorose e includono l’uso di tecnologie come il riconoscimento facciale, metal detector e droni di sorveglianza per prevenire ogni forma di frode.
La Logica della Meritocrazia e le sue Complessità
Il Gaokao è stato istituito nella sua forma moderna nel 1952 e trae ispirazione dalla tradizione cinese degli esami imperiali, che selezionavano i funzionari statali. Dopo una parentesi dovuta alla Rivoluzione Culturale, è stato ripristinato nel 1977. La sua logica fondante è quella di fornire un meccanismo meritocratico standardizzato. In un Paese vasto e complesso come la Cina, l’esame è presentato come lo strumento più obiettivo per garantire che l’accesso alle migliori università sia basato sulla performance individuale, piuttosto che sulle connessioni familiari (guanxi) o sulla provenienza sociale. In teoria, offre a uno studente di una remota area rurale la stessa possibilità di competere con un coetaneo di una grande metropoli.
Tuttavia, il sistema è oggetto di un intenso dibattito interno ed esterno. I punti di discussione principali includono:
- Pressione psicologica: osservatori e specialisti evidenziano gli alti livelli di stress e ansia a cui sono sottoposti gli studenti, derivanti dall’enorme posta in gioco concentrata in un singolo evento.
- Focus sulle competenze: critiche accademiche riguardano la possibile marginalizzazione di abilità come il pensiero critico, la creatività e la capacità di problem-solving non standardizzato, a favore di una preparazione basata principalmente sulla memorizzazione e sulla risoluzione di quesiti predefiniti.
- Disparità regionali: nonostante l’obiettivo di equità, esistono fattori che creano disparità. Le risorse educative sono distribuite in modo diseguale tra le ricche province costiere e le più povere regioni interne. Inoltre, il sistema di registrazione familiare (hukou) e le quote di ammissione riservate ai residenti della propria provincia possono favorire i candidati delle grandi città come Pechino e Shanghai.
Per fare un esempio, quando lavoravo in Cina una mia collaboratrice aveva chiesto un periodo di permesso per aiutare il figlio nella preparazione del Gaokao. Avevano affittato una camera d’albergo in campagna, lontano dalle distrazioni, e lei assisteva il figlio nella rifinitura dell’esame. Situazioni di questo genere non erano assolutamente viste come esagerazioni di madri apprensive, ma come la normalità.
Uno Sguardo Comparativo sulla Maturità

Il confronto con la Maturità italiana mette in luce due filosofie di valutazione diverse. Il sistema italiano integra una valutazione del percorso triennale (i crediti, che pesano una buona percentuale del voto finale) con le prove d’esame. Il colloquio orale, inoltre, è pensato per valutare le capacità di connessione interdisciplinare e di argomentazione dello studente, partendo da un’immagine evocativa sulla quale gli studenti devono elaborare delle connessioni tra le varie materie d’esame.
Questa illustrazione del Gaokao cinese non vuole minimizzare le ansie degli studenti italiani, ma offre una prospettiva su come diverse culture e sistemi educativi rispondano alla stessa domanda: come valutare la preparazione di uno studente al termine del suo percorso liceale. Il modello cinese privilegia un’oggettività basata su un singolo test standardizzato ad altissima posta, visto come garante di mobilità sociale. Il modello italiano adotta un approccio più composito, che cerca di bilanciare la performance del momento con il rendimento nel tempo e le competenze trasversali. Entrambi i sistemi, con i loro punti di forza e le loro criticità, riflettono le priorità e i valori delle società che li hanno generati.
Vedremo in altri articoli ulteriori differenze del sistema educativo italiano rispetto a quello cinese.
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Marco Wong è nato a Bologna, da una famiglia originaria della Cina. I nonni materni erano emigrati sul finire degli anni cinquanta in Europa, aprendo un laboratorio di pelletteria.
Scrittore e ingegnere.
Attualmente vive a Roma ed è presidente onorario di Associna (Associazione dei cinesi di seconda generazione). Dal 2019 è consigliere comunale a Prato.
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