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	<description>per scuotere e provocare, smuovere e sensibilizzare, per essere – insieme – il cambiamento che vorremmo vedere.</description>
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		<title>Dalla Maturità Italiana al Gaokao Cinese: Anatomia di un Esame</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco Wong]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Jul 2025 17:02:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NAOBLOG]]></category>
		<category><![CDATA[2025]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Confronto tra l’Esame di Maturità italiano e il Gaokao cinese: struttura, peso meritocratico, impatto sociale e differenze culturali nella valutazione finale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.naoblog.it/2025/07/20/dalla-maturita-italiana-al-gaokao-cinese-anatomia-di-un-esame/">Dalla Maturità Italiana al Gaokao Cinese: Anatomia di un Esame</a> proviene da <a href="https://www.naoblog.it">闹 Naoblog</a>.</p>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://naoblog.it/wp-content/uploads/2025/07/gaokao-cina-vs-maturita-italiana-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-2068" srcset="https://www.naoblog.it/wp-content/uploads/2025/07/gaokao-cina-vs-maturita-italiana-1024x683.jpg 1024w, https://www.naoblog.it/wp-content/uploads/2025/07/gaokao-cina-vs-maturita-italiana-300x200.jpg 300w, https://www.naoblog.it/wp-content/uploads/2025/07/gaokao-cina-vs-maturita-italiana-768x512.jpg 768w, https://www.naoblog.it/wp-content/uploads/2025/07/gaokao-cina-vs-maturita-italiana.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<div style="height:100px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph">Quest’anno ho fatto parte di una Commissione all’esame di Maturità e ho avuto modo di vedere dall’interno il funzionamento di una prova che fa parte dei rituali di passaggio più classici nell’Italia moderna.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Le recenti discussioni in Italia</strong> riguardo alle modalità e al peso dell’<strong>Esame di Maturità</strong> hanno riacceso il dibattito su cosa debba rappresentare la prova finale del percorso scolastico. Mentre gli studenti italiani discutono di crediti, prove scritte e colloqui orali, in Cina si svolge un evento di portata nazionale che offre una prospettiva radicalmente diversa: <em>il Gaokao</em> (高考), l’<strong>Esame Nazionale di Ammissione all’Istruzione Superiore</strong>. Analizzarlo permette di comprendere un modello di valutazione differente, le cui caratteristiche sono strettamente legate alla storia e alla struttura sociale del Paese.</p>



<div style="height:100px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Che cos’è il Gaokao?</strong></p>



<figure class="wp-block-image alignfull size-large"><img decoding="async" width="1024" height="576" src="https://naoblog.it/wp-content/uploads/2025/07/162937897-005730b1-8fe8-4490-a303-554e88d05e4a-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-2072" srcset="https://www.naoblog.it/wp-content/uploads/2025/07/162937897-005730b1-8fe8-4490-a303-554e88d05e4a-1024x576.jpg 1024w, https://www.naoblog.it/wp-content/uploads/2025/07/162937897-005730b1-8fe8-4490-a303-554e88d05e4a-300x169.jpg 300w, https://www.naoblog.it/wp-content/uploads/2025/07/162937897-005730b1-8fe8-4490-a303-554e88d05e4a-768x432.jpg 768w, https://www.naoblog.it/wp-content/uploads/2025/07/162937897-005730b1-8fe8-4490-a303-554e88d05e4a-1536x864.jpg 1536w, https://www.naoblog.it/wp-content/uploads/2025/07/162937897-005730b1-8fe8-4490-a303-554e88d05e4a.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Il <em>Gaokao</em> è l’esame che si tiene annualmente in Cina all’inizio di giugno. Per due o tre giorni, circa <strong>13 milioni di studenti affrontano una serie di test intensivi</strong>. Le materie principali sono Cinese, Matematica e una Lingua Straniera (solitamente l’Inglese). A queste si aggiunge un blocco di materie a scelta dello studente, basato sull’indirizzo di studio che intende intraprendere all’università: un’opzione scientifica (con fisica, chimica e biologia) o un’opzione umanistica (con storia, geografia e politica).</p>



<p class="wp-block-paragraph">La caratteristica fondamentale del <em>Gaokao</em> è il suo peso determinante: <strong>il punteggio finale è</strong>, per la maggior parte degli studenti, <strong>l’unico criterio di ammissione alle università cines</strong>i. A differenza del sistema italiano, il rendimento scolastico degli anni precedenti (i “crediti formativi”) non contribuisce al risultato finale, né è previsto un colloquio orale per integrare la valutazione. L’intero percorso di dodici anni di istruzione viene sintetizzato in un unico punteggio numerico. <strong>Questo punteggio determina</strong> non solo l’<strong>accesso all’istruzione superiore</strong>, ma anche il <strong>prestigio dell’istituto a cui si potrà aspirare</strong>.</p>



<div style="height:100px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L’Esame come Fenomeno Sociale</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La centralità del <em>Gaokao</em> lo trasforma in un evento che coinvolge l’intera società cinese. <strong>Durante i giorni delle prove</strong>, vengono adottate misure straordinarie per garantire le migliori condizioni possibili ai candidati:</p>



<div style="height:100px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Gestione della mobilità</strong>: il traffico nelle aree circostanti le sedi d’esame viene limitato o deviato, e convogli di polizia spesso scortano gli autobus degli studenti per assicurare la puntualità.</li>



<li><strong>Controllo del rumore</strong>: i cantieri edili e altre fonti di disturbo acustico vengono sospesi per ordinanza nelle vicinanze delle scuole.</li>



<li><strong>Supporto familiare</strong>: le famiglie vivono l’evento con grande partecipazione; è comune vedere genitori e parenti attendere per ore fuori dai cancelli degli istituti, in un gesto di supporto e incoraggiamento.</li>
</ul>



<div style="height:100px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph">La preparazione all’esame è lunga e metodica. Gli studenti degli ultimi anni dedicano la quasi totalità del loro tempo allo studio, spesso frequentando scuole di preparazione intensive (<em>buxiban</em>) dopo l’orario scolastico. Negli ultimi anni c’era stata una stretta governativa sul business delle lezioni private, ma le famiglie cinesi continuano a ricorrere allo studio aggiuntivo per migliorare le prospettive di riuscita all’esame.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le metodologie di studio sono focalizzate sull’ottimizzazione della performance nel test. Per garantire l’integrità della prova, le misure di sicurezza sono estremamente rigorose e includono l’uso di tecnologie come il riconoscimento facciale, metal detector e droni di sorveglianza per prevenire ogni forma di frode.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La Logica della Meritocrazia e le sue Complessità</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il <em>Gaokao</em> è stato istituito nella sua forma moderna nel 1952 e trae ispirazione dalla tradizione cinese degli esami imperiali, che selezionavano i funzionari statali. Dopo una parentesi dovuta alla Rivoluzione Culturale, è stato ripristinato nel 1977. La sua logica fondante è quella di fornire un meccanismo meritocratico standardizzato. In un Paese vasto e complesso come la Cina, l’esame è presentato come lo strumento più obiettivo per garantire che l’accesso alle migliori università sia basato sulla performance individuale, piuttosto che sulle connessioni familiari (<em>guanxi</em>) o sulla provenienza sociale. In teoria, offre a uno studente di una remota area rurale la stessa possibilità di competere con un coetaneo di una grande metropoli.</p>



<div style="height:100px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph">Tuttavia, il sistema è oggetto di un <strong>intenso dibattito interno ed esterno</strong>. I punti di discussione principali includono:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Pressione psicologica</strong>: osservatori e specialisti evidenziano gli alti livelli di stress e ansia a cui sono sottoposti gli studenti, derivanti dall’enorme posta in gioco concentrata in un singolo evento.</li>



<li><strong>Focus sulle competenze</strong>: critiche accademiche riguardano la possibile marginalizzazione di abilità come il pensiero critico, la creatività e la capacità di problem-solving non standardizzato, a favore di una preparazione basata principalmente sulla memorizzazione e sulla risoluzione di quesiti predefiniti.</li>



<li><strong>Disparità regionali</strong>: nonostante l’obiettivo di equità, esistono fattori che creano disparità. Le risorse educative sono distribuite in modo diseguale tra le ricche province costiere e le più povere regioni interne. Inoltre, il sistema di registrazione familiare (<em>hukou</em>) e le quote di ammissione riservate ai residenti della propria provincia possono favorire i candidati delle grandi città come Pechino e Shanghai.</li>
</ul>



<div style="height:100px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph">Per fare un esempio, quando lavoravo in Cina una mia collaboratrice aveva chiesto un periodo di permesso per aiutare il figlio nella preparazione del <em>Gaokao</em>. Avevano affittato una camera d’albergo in campagna, lontano dalle distrazioni, e lei assisteva il figlio nella rifinitura dell’esame. Situazioni di questo genere non erano assolutamente viste come esagerazioni di madri apprensive, ma come la normalità.</p>



<div style="height:100px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Uno Sguardo Comparativo sulla Maturità</strong></p>



<figure class="wp-block-image alignfull size-large"><img decoding="async" width="1024" height="584" src="https://naoblog.it/wp-content/uploads/2025/07/ordinanza-maturita-2025-orale-1024x584.jpg" alt="" class="wp-image-2073" srcset="https://www.naoblog.it/wp-content/uploads/2025/07/ordinanza-maturita-2025-orale-1024x584.jpg 1024w, https://www.naoblog.it/wp-content/uploads/2025/07/ordinanza-maturita-2025-orale-300x171.jpg 300w, https://www.naoblog.it/wp-content/uploads/2025/07/ordinanza-maturita-2025-orale-768x438.jpg 768w, https://www.naoblog.it/wp-content/uploads/2025/07/ordinanza-maturita-2025-orale.jpg 1217w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Il confronto con la <strong>Maturità italiana</strong> mette in luce due filosofie di valutazione diverse. Il sistema italiano integra una valutazione del percorso triennale (i crediti, che pesano una buona percentuale del voto finale) con le prove d’esame. Il <strong>colloquio orale</strong>, inoltre, è pensato per valutare le capacità di connessione interdisciplinare e di argomentazione dello studente, partendo da un’immagine evocativa sulla quale gli studenti devono elaborare delle connessioni tra le varie materie d’esame.</p>



<div style="height:100px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph">Questa illustrazione del <em>Gaokao</em> cinese non vuole minimizzare le ansie degli studenti italiani, ma offre una prospettiva su come diverse culture e sistemi educativi rispondano alla stessa domanda: <em>come valutare la preparazione di uno studente al termine del suo percorso liceale</em>. Il modello cinese privilegia un’oggettività basata su un singolo test standardizzato ad altissima posta, visto come garante di mobilità sociale. Il modello italiano adotta un approccio più composito, che cerca di bilanciare la performance del momento con il rendimento nel tempo e le competenze trasversali. Entrambi i sistemi, con i loro punti di forza e le loro criticità, riflettono le priorità e i valori delle società che li hanno generati.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Vedremo in altri articoli</strong> ulteriori differenze del sistema educativo italiano rispetto a quello cinese.</p>



<div style="height:100px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>#Maturità #Gaokao #Esame #Istruzione #Education #Confronto #ItalianEducation #ChineseEducation #Studenti #Meritocrazia #EsameDiMaturità #EsameNazionale #HighSchoolExam #SistemaEducativo #Formazione #Apprendimento #Studiare #PreparazioneEsame #Buxiban #ProvaFinale #Meritocracy #Cina #Italia #CulturalComparison #EducationDebate #Evaluazione #Performance #CreditiFormativi #ColloquioOrale #MobilitàSociale #SchoolExams</strong></p>
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		<title>Mai andare dal cinese con un mal di denti</title>
		<link>https://www.naoblog.it/2025/04/21/mai-andare-dal-cinese-con-un-mal-di-denti/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Sergio Basso]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Apr 2025 22:29:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NAOBLOG]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Roland Schirnmelpfennig, Der goldene Drache Questa storia inizia la sua corsa nel 2009, quando il drammaturgo tedesco Roland Schimmelpfennig mette in scena Der goldene Drache, che ha esordito il 5 settembre 2009 al Wiener Akademietheater. Lo spettacolo del drammaturgo tedesco si dipana come un mosaico di storie interconnesse, apparentemente casuali, ma intrinsecamente legate al destino [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Roland Schirnmelpfennig, <em>Der goldene Drache</em></strong></p>



<figure class="wp-block-image alignfull size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="655" src="https://naoblog.it/wp-content/uploads/2025/04/WhatsApp-Image-2025-04-20-at-13.23.51-2-1024x655.jpeg" alt="" class="wp-image-2058" srcset="https://www.naoblog.it/wp-content/uploads/2025/04/WhatsApp-Image-2025-04-20-at-13.23.51-2-1024x655.jpeg 1024w, https://www.naoblog.it/wp-content/uploads/2025/04/WhatsApp-Image-2025-04-20-at-13.23.51-2-300x192.jpeg 300w, https://www.naoblog.it/wp-content/uploads/2025/04/WhatsApp-Image-2025-04-20-at-13.23.51-2-768x491.jpeg 768w, https://www.naoblog.it/wp-content/uploads/2025/04/WhatsApp-Image-2025-04-20-at-13.23.51-2-1536x982.jpeg 1536w, https://www.naoblog.it/wp-content/uploads/2025/04/WhatsApp-Image-2025-04-20-at-13.23.51-2.jpeg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<div style="height:100px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph">Questa storia inizia la sua corsa nel <strong>2009</strong>, quando il drammaturgo tedesco <strong>Roland Schimmelpfennig</strong> mette in scena <strong>Der goldene Drache</strong>, che ha esordito il <strong>5 settembre 2009</strong> al <strong>Wiener Akademietheater</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo spettacolo del drammaturgo tedesco si dipana come un <strong>mosaico di storie interconnesse</strong>, apparentemente casuali, ma intrinsecamente legate al destino di un <strong>giovane cuoco cinese clandestino</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un giovane cinese con il <strong>mal di denti</strong> lavora illegalmente come lavapiatti. Non avendo un&#8217;assicurazione sanitaria, i suoi colleghi gli estraggono il dente dolorante con una <strong>chiave inglese</strong>. <strong>L&#8217;uomo muore dissanguato</strong> e viene gettato nel fiume.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il suo atroce mal di denti – trascurato per paura di essere scoperto – funge da <strong>detonatore</strong> per svelare le dinamiche di <strong>sfruttamento</strong>, <strong>indifferenza</strong> e <strong>superficialità</strong> che permeano la nostra <strong>società multiculturale</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel <strong>2011</strong> <strong>Rabin Gray</strong>, direttore artistico della <strong>ATC (Actors Touring Company)</strong>, presso il Tab Center, scopre il testo, lo fa tradurre in inglese e da lì parte una <strong>tournée internazionale</strong>, per le <strong>scene stupefacenti</strong> di <strong>Natasha Piper</strong> e il disegno luci <strong>brechtiano</strong> quanto basta di <strong>Stephen Andrews</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel <strong>2014</strong> il compositore <strong>Peter Eötvös</strong> chiede a Schimmelpfennig di adattare la sua storia in un <strong>libretto per opera</strong>, e la mette in musica: ne esce un’opera che ha esordito il <strong>29 giugno 2014</strong> a <strong>Francoforte sul Meno</strong>, con la regia di <strong>Elisabeth Stöppler</strong>, e viene rappresentata <strong>per dodici anni consecutivi</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il palcoscenico si oscura, lasciando spazio a un&#8217;eco lontana, un <strong>lamento soffocato</strong> che presto si rivela essere il cuore pulsante del <strong>Drago d&#8217;Oro</strong>. In scena, un <strong>ristorante thailandese</strong> diventa l&#8217;epicentro di un <strong>dramma corale</strong> che seziona le <strong>ipocrisie e fragilità del nostro mondo globalizzato</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ramin Gray</strong>, attento alla drammaturgia contemporanea, ha individuato in <strong>Schimmelpfennig</strong> un autore <strong>rapido</strong>, <strong>prolifico</strong> e <strong>socialmente consapevole</strong>. Ne è nata una <strong>collaborazione ancora attiva</strong>, come nel caso di <strong>Winter Solstice</strong>, sul tema delle <strong>destre estreme</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>“Un drammaturgo britannico…”</strong> – con questa lunga riflessione, Gray ci offre uno sguardo sul teatro tedesco, dove <strong>forma e contenuto</strong> si intrecciano. <strong>Schimmelpfennig</strong> è un autore che <strong>mette in discussione</strong> i processi teatrali, figlio della tradizione del <strong>dramaturg</strong> tedesco.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il risultato è un&#8217;opera <strong>intelligente</strong>, <strong>giocosa</strong>, che affronta il tema della <strong>migrazione</strong> con <strong>profondità simbolica</strong>, conducendo lo spettatore in una <strong>sala degli specchi</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;opera <strong>stimola il pubblico</strong>, lo rende <strong>partecipe</strong> e invita a <strong>guardare gli attori</strong> come <strong>esseri umani</strong>, in un <strong>atto collettivo potente</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Schimmelpfennig</strong> non offre facili giudizi, ma un <strong>affresco impietoso</strong> della nostra quotidianità: <strong>cinismo</strong>, <strong>routinizzazione</strong>, <strong>idealismi frustrati</strong>, <strong>etichettamento dello straniero</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La genialità del testo sta nella sua <strong>forma frammentata</strong> e nel <strong>linguaggio asciutto</strong>. Gli attori si <strong>scambiano i ruoli</strong> in stile <strong>Brecht</strong>, creando un <strong>effetto straniante</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Accelerazioni oniriche</strong>, come quella del <strong>vecchio che vede la famiglia cinese</strong> nel vuoto del dente, rendono il testo <strong>visionario</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il Drago d&#8217;Oro</strong> non consola, ma lascia una <strong>consapevolezza amara</strong>: siamo <strong>complici</strong> di un sistema che <strong>schiaccia i vulnerabili</strong>. Il <strong>mal di denti</strong> è <strong>metafora</strong> del <strong>dolore invisibile</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image alignfull size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="697" height="1024" src="https://naoblog.it/wp-content/uploads/2025/04/WhatsApp-Image-2025-04-20-at-13.23.51-1-697x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-2057" srcset="https://www.naoblog.it/wp-content/uploads/2025/04/WhatsApp-Image-2025-04-20-at-13.23.51-1-697x1024.jpeg 697w, https://www.naoblog.it/wp-content/uploads/2025/04/WhatsApp-Image-2025-04-20-at-13.23.51-1-204x300.jpeg 204w, https://www.naoblog.it/wp-content/uploads/2025/04/WhatsApp-Image-2025-04-20-at-13.23.51-1.jpeg 754w" sizes="(max-width: 697px) 100vw, 697px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">La domanda finale non è “<strong>cosa succederà?</strong>” ma “<strong>cosa possiamo fare?</strong>”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’opera di <strong>Schimmelpfennig</strong> è un <strong>monito potente</strong>, che ci mostra come la <strong>globalizzazione</strong> rischia di lasciare <strong>indietro</strong> le storie più <strong>urgenti e dolorose</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il compositore ungherese Eötvös</strong> – classe <strong>1944</strong>, scomparso nel <strong>marzo 2024</strong> – nella sua riduzione lirica mette in scena <strong>cinque cantanti</strong> per <strong>venticinque ruoli</strong>, in una serie di <strong>vignette stilizzate</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Strumenti usati:</strong><br>– <strong>4 crotali</strong>, anche con arco<br>– <strong>Vibrafono</strong>, anche con bacchetta (2x) e arco (2x)<br>– <strong>7 Campane tubolari</strong><br>– <strong>gong glissante</strong> discendente<br>– <strong>gong dell&#8217;opera cinese</strong><br>– <strong>Tam-tam Paiste</strong> 100–120 cm, anche con microfono<br>– <strong>Piatto sospeso</strong>, anche con asta filettata, circa 4 mm<br>– <strong>Piatto sfrigolante</strong><br>– <strong>Piatti tibetani</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Nell’opera lirica di <strong>Péter Eötvös</strong>, il protagonista è un ragazzo (<strong>&#8220;il piccolo&#8221;</strong>, interpretato da una cantante soprano) che lavora come <strong>addetto lavapiatti</strong> al <strong>Golden Dragon</strong> senza <strong>permesso di soggiorno</strong>, <strong>permesso di lavoro</strong> o <strong>assicurazione sanitaria</strong>. A causa della <strong>mancanza di documenti</strong> (non esiste nel sistema), non può andare dal medico per il <strong>mal di denti</strong>, quindi i suoi colleghi gli estraggono il dente con una <strong>chiave inglese</strong>. Ma muore <strong>dissanguato</strong>, il suo corpo viene gettato nel fiume e intraprende un <strong>lungo viaggio verso nord in mare</strong>. Questo viaggio è raccontato nel meraviglioso monologo <strong>“Viaggio nell’acqua”</strong>. Il corpo viene trasportato sempre più lontano dall&#8217;acqua, i <strong>pesci</strong> ne mangiano la carne e passano <strong>due anni</strong> prima che lo <strong>scheletro</strong> arrivi in <strong>Cina</strong>, dove poi esclama: &#8220;<strong>Cina, Cina. Sono qui, sono quasi a casa, è stato un lungo viaggio, è stato un viaggio molto lungo. E che aspetto ho? Ormai non sono altro che ossa</strong>&#8220;. Il passaggio dalla <strong>realtà ingenua</strong> – dal mal di denti – al punto in cui il <strong>cadavere stesso parla</strong>: &#8220;<strong>Sono solo uno scheletro</strong>&#8221; è una qualità <strong>profondamente impressionante</strong> dell&#8217;opera.
Il <strong>dente</strong> è simbolo di <strong>dolore</strong>, <strong>impotenza</strong> e <strong>disperazione</strong>. Solo una <strong>hostess</strong> reagisce con <strong>sensibilità</strong> quando vede il dente, ma alla fine anche lei lo <strong>getta in acqua</strong>.
Gli <strong>elementi comici</strong> catturano il pubblico con il loro <strong>umorismo</strong>, ma gli <strong>uppercut finali</strong> lo lasciano steso, a riflettere sulle <strong>radici</strong> non del dente, ma del <strong>male</strong>.

</p>



<figure class="wp-block-image alignfull size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="680" src="https://naoblog.it/wp-content/uploads/2025/04/WhatsApp-Image-2025-04-20-at-13.23.51-1024x680.jpeg" alt="" class="wp-image-2059" srcset="https://www.naoblog.it/wp-content/uploads/2025/04/WhatsApp-Image-2025-04-20-at-13.23.51-1024x680.jpeg 1024w, https://www.naoblog.it/wp-content/uploads/2025/04/WhatsApp-Image-2025-04-20-at-13.23.51-300x199.jpeg 300w, https://www.naoblog.it/wp-content/uploads/2025/04/WhatsApp-Image-2025-04-20-at-13.23.51-768x510.jpeg 768w, https://www.naoblog.it/wp-content/uploads/2025/04/WhatsApp-Image-2025-04-20-at-13.23.51-1536x1020.jpeg 1536w, https://www.naoblog.it/wp-content/uploads/2025/04/WhatsApp-Image-2025-04-20-at-13.23.51.jpeg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<div style="height:100px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Dove leggerlo:</strong><br>Roland Schimmelpfennig, <em>Der goldene Drache</em>,‎ Foscher Taschenbuch, 20112<br><strong>ISBN-10:</strong> ‎359619251X<br>Oppure nella traduzione inglese:<br><em>THE GOLDEN DRAGON</em> by Roland Schirnmelpfennig translated by David Tushingham<br>First published in 2011 by Oberon Books Ltd<br>521 Caledonian Road, London N1 9RH<br>Tel: +44 (0) 20 7607 3637 / Fax: +44 (0) 20 7607 3629<br>email: info@oberonbooks.com <br><a href="http://www.oberonbooks.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.oberonbooks.com</a><br>Copyright © S. Fischer Verlag GmbH, Frankfurt am Main, 2008</p>



<div style="height:100px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>
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		<title>Il Lancio di Deepseek e il suo Impatto sull&#8217;Intelligenza Artificiale e sulla Geopolitica Internazionale: Reazioni in Italia e Preoccupazioni sulla Privacy</title>
		<link>https://www.naoblog.it/2025/02/02/il-lancio-di-deepseek-e-il-suo-impatto-sullintelligenza-artificiale-e-sulla-geopolitica-internazionale-reazioni-in-italia-e-preoccupazioni-sulla-privacy/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco Wong]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Feb 2025 14:51:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NAOBLOG]]></category>
		<category><![CDATA[2025]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[MarcoWong]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Negli ultimi anni, l&#8217;intelligenza artificiale (AI) ha assunto un ruolo sempre più centrale nello sviluppo tecnologico, economico e strategico a livello globale. Tra le numerose innovazioni che stanno ridefinendo il panorama dell&#8217;AI, il lancio di Deepseek rappresenta una svolta significativa, con implicazioni che vanno ben oltre il settore tecnologico, toccando anche gli equilibri geopolitici internazionali. [&#8230;]</p>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://naoblog.it/wp-content/uploads/2025/02/deepseek-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-2043" srcset="https://www.naoblog.it/wp-content/uploads/2025/02/deepseek-1024x683.jpg 1024w, https://www.naoblog.it/wp-content/uploads/2025/02/deepseek-300x200.jpg 300w, https://www.naoblog.it/wp-content/uploads/2025/02/deepseek-768x512.jpg 768w, https://www.naoblog.it/wp-content/uploads/2025/02/deepseek-1536x1024.jpg 1536w, https://www.naoblog.it/wp-content/uploads/2025/02/deepseek.jpg 1800w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<div style="height:100px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph">Negli ultimi anni, <strong>l&#8217;intelligenza artificiale (AI) </strong>ha assunto un ruolo sempre più centrale nello sviluppo tecnologico, economico e strategico a livello globale. Tra le numerose innovazioni che stanno ridefinendo il panorama dell&#8217;AI, il lancio di Deepseek rappresenta una svolta significativa, con <strong>implicazioni </strong>che vanno ben oltre il <strong>settore tecnologico</strong>, toccando anche gli equilibri geopolitici internazionali. </p>



<p class="wp-block-paragraph">In Italia, l&#8217;arrivo di questa tecnologia ha suscitato reazioni contrastanti, tra entusiasmo per le potenzialità e<strong> preoccupazioni per la privacy</strong> e la sicurezza dei dati.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Cos&#8217;è Deepseek?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Deepseek </strong>è una piattaforma avanzata di intelligenza artificiale sviluppata con l&#8217;obiettivo di ottimizzare e accelerare processi di analisi dati, apprendimento automatico e decision-making in contesti complessi. A differenza di molti sistemi di AI esistenti, Deepseek si distingue per la sua capacità di integrare dati provenienti da fonti eterogenee, elaborarli in tempo reale e fornire <strong>insights predittivi</strong> con un livello di precisione senza precedenti. Questo lo rende uno <strong>strumento potente</strong> in settori come la finanza, la sanità, la difesa e la gestione delle risorse naturali.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>L&#8217;Impatto sull&#8217;Intelligenza Artificiale</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Deepseek sta ridefinendo gli standard dell&#8217;AI in diversi modi:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Velocità e Precisione:</strong> Grazie a <strong>algoritmi innovativi</strong> e all&#8217;utilizzo di hardware all&#8217;avanguardia, Deepseek è in grado di processare grandi volumi di dati in tempi record, superando molti dei limiti delle piattaforme concorrenti. Questo permette alle aziende e ai governi di prendere decisioni più informate e tempestive.</li>



<li><strong>Adattabilità:</strong> Deepseek è progettato per essere altamente adattabile, il che significa che può essere implementato in una vasta gamma di settori e contesti. Questa flessibilità lo rende uno strumento prezioso per affrontare sfide globali come il cambiamento climatico, le pandemie e la sicurezza informatica.</li>



<li><strong>Etica e Trasparenza:</strong> Uno degli aspetti più discussi di Deepseek è il suo approccio all&#8217;etica dell&#8217;AI. Gli sviluppatori hanno integrato meccanismi per garantire la trasparenza degli algoritmi e ridurre i rischi di bias, un tema cruciale nell&#8217;era dell&#8217;AI responsabile.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Implicazioni Geopolitiche</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;emergere di Deepseek non è solo una questione tecnologica, ma ha anche ripercussioni significative sulla geopolitica internazionale. Ecco alcune delle possibili implicazioni:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Competizione Tecnologica:</strong> Deepseek rappresenta un vantaggio competitivo per il paese o l&#8217;organizzazione che lo ha sviluppato. Questo potrebbe intensificare la rivalità tecnologica tra potenze globali come <strong>Stati Uniti, Cina e Unione Europea</strong>, ciascuna delle quali sta investendo massicciamente in AI per rafforzare la propria posizione strategica.</li>



<li><strong>Sicurezza Nazionale:</strong> La capacità di Deepseek di analizzare dati in tempo reale e prevedere scenari complessi lo rende uno strumento prezioso per la difesa e la sicurezza nazionale. Paesi che adottano questa tecnologia potrebbero ottenere un vantaggio significativo in termini di intelligence e capacità militari, alterando gli equilibri di potere globali.</li>



<li><strong>Dipendenza Tecnologica:</strong> Man mano che Deepseek e tecnologie simili si diffondono, potrebbe emergere una nuova forma di dipendenza tecnologica. Paesi e organizzazioni che non hanno accesso a queste piattaforme rischiano di rimanere indietro, creando un divario digitale ancora più ampio tra le nazioni.</li>



<li><strong>Governance Globale dell&#8217;AI:</strong> L&#8217;ascesa di Deepseek solleva interrogativi su come regolamentare l&#8217;uso dell&#8217;AI a livello internazionale. Sarà necessario sviluppare framework globali per garantire che queste tecnologie vengano utilizzate in modo <strong>etico e responsabile</strong>, evitando abusi che potrebbero destabilizzare ulteriormente gli equilibri geopolitici.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Reazioni in Italia</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">In Italia, il lancio di Deepseek ha suscitato un <strong>dibattito acceso</strong> tra entusiasmo e preoccupazione. Da un lato, il mondo accademico e industriale ha accolto con interesse le potenzialità della piattaforma, riconoscendo il suo potenziale per innovare settori chiave come la sanità, l&#8217;agricoltura e la finanza. Alcune grandi aziende italiane hanno già iniziato a esplorare l&#8217;integrazione di Deepseek nei loro processi, vedendolo come un&#8217;opportunità per aumentare <strong>l&#8217;efficienza e la competitività</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">D&#8217;altro canto, però, non mancano le voci critiche, soprattutto in relazione alla privacy e alla sicurezza dei dati. L&#8217;Italia, come molti altri paesi dell&#8217;Unione Europea, ha una legislazione rigorosa in materia di <strong>protezione dei dati personali</strong>, in particolare il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (<strong>GDPR</strong>). Deepseek, essendo una piattaforma che si basa sull&#8217;analisi di grandi quantità di dati, solleva interrogativi su come questi dati vengano raccolti, elaborati e conservati.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Preoccupazioni sulla Privacy e Possibilità di Blocco</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Le preoccupazioni principali riguardano la possibilità che Deepseek possa violare i diritti alla privacy degli utenti. In particolare, si teme che i dati sensibili possano essere utilizzati in modo improprio o che possano cadere nelle mani di attori malevoli. Questi <strong>timori </strong>sono stati amplificati da alcuni esperti di cybersecurity, che hanno sottolineato i rischi associati alla gestione di dati su piattaforme cloud, spesso soggette a attacchi informatici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In risposta a queste preoccupazioni, alcune autorità italiane hanno iniziato a valutare la possibilità di <strong>bloccare l&#8217;uso di Deepseek</strong> nel paese, almeno fino a quando non saranno chiariti i meccanismi di protezione dei dati. Il Garante per la Protezione dei Dati Personali ha annunciato che condurrà un&#8217;indagine approfondita per verificare la conformità di Deepseek alle normative europee. Se dovessero emergere violazioni significative, non è escluso che l&#8217;Italia possa seguire l&#8217;esempio di altri paesi che hanno bloccato piattaforme simili per motivi di privacy.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Conclusioni</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il lancio di Deepseek segna un <strong>nuovo capitolo nell&#8217;evoluzione dell&#8217;intelligenza artificiale</strong>, con implicazioni che vanno ben oltre il settore tecnologico. Mentre offre opportunità senza precedenti per affrontare sfide globali, solleva anche questioni cruciali riguardo alla competizione tecnologica, alla sicurezza nazionale e alla governance globale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In Italia, il <strong>dibattito su Deepseek</strong> riflette le tensioni tra innovazione e protezione dei diritti individuali. Da un lato, c&#8217;è il desiderio di sfruttare le potenzialità di questa tecnologia per migliorare l&#8217;economia e la società; dall&#8217;altro, c&#8217;è la necessità di garantire che i dati personali siano trattati in modo sicuro e trasparente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In un mondo sempre più interconnesso e dipendente dalla tecnologia, è <strong>essenziale che i leader globali collaborino</strong> per garantire che innovazioni come Deepseek vengano utilizzate in modo responsabile e a beneficio di tutti. Solo così sarà possibile sfruttare appieno il potenziale dell&#8217;AI senza compromettere la stabilità, la sicurezza e i diritti fondamentali dei cittadini.</p>



<div style="height:100px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&#8220;articolo scritto interamente da una mia richiesta a Deepseek&#8221;</em></p>



<div style="height:100px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>#Deepseek #IntelligenzaArtificiale #AI #Geopolitica #Privacy #Sicurezza #Tecnologia #Innovazione #Italia #GDPR #Cybersecurity #DatiPersonali #Etica #CompetizioneTecnologica #SicurezzaNazionale #Governance #Futuro #SviluppoTecnologico #AIResponsabile #SfideGlobali</strong></p>
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		<title>Intervista a Christopher Chen per lo spettacolo “The Headlands” a Palermo &#8211; 10.01.2025</title>
		<link>https://www.naoblog.it/2025/01/10/intervista-a-christopher-chen-per-lo-spettacolo-the-headlands-a-palermo-10-01-2025/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Shi Yang Shi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jan 2025 13:01:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NAOBLOG]]></category>
		<category><![CDATA[2025]]></category>
		<category><![CDATA[Shi Yang Shi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal 10 Gennaio 2025 va in scena lo spettacolo “The Headlands” di Christopher Chen, regia Helbaek-Ferrari, produzione Teatro Biondo Palermo @teatrobiondopalermo in collaborazione con Follia Srl.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.naoblog.it/2025/01/10/intervista-a-christopher-chen-per-lo-spettacolo-the-headlands-a-palermo-10-01-2025/">Intervista a Christopher Chen per lo spettacolo “The Headlands” a Palermo &#8211; 10.01.2025</a> proviene da <a href="https://www.naoblog.it">闹 Naoblog</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.youtube.com/@NaoblogIT"></a></p>



<div style="display: flex; justify-content: center; align-items: center; height: 100%;">
    <iframe src="https://www.facebook.com/plugins/video.php?height=476&#038;href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Fnaoblog.it%2Fvideos%2F974526518129299%2F&#038;show_text=true&#038;width=267&#038;t=0" width="267" height="591" style="border:none;overflow:hidden" scrolling="no" frameborder="0" allowfullscreen="true" allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; picture-in-picture; web-share" allowFullScreen="true"></iframe>
</div>



<p class="wp-block-paragraph">Dal 10 Gennaio 2025 va in scena lo spettacolo “The Headlands” di Christopher Chen, regia Helbaek-Ferrari, produzione Teatro Biondo Palermo @teatrobiondopalermo in collaborazione con Follia Srl. L’autore ha rilasciato un’intervista a @naoblog.it rispondendo a varie domande. In quanto uno degli attori del primo spettacolo italiano di prosa con attori italiani d’origine asiatica tra i protagonisti, ma anche ci fondatore di Naoblog @shiyangshi_actor, la sua ultima risposta rispetto al ruolo degli artisti in questi tempi buoi mi ha colpito nel cuore: “double down to your own truth “, calarti doppiamente nelle tue verità più profonde.<br>Grazie Christopher Chen!</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="wp-block-paragraph">tags:<br>@simoferra<br>@lulu_helbek<br>@fredsantambrogio<br>@elle_eleonora_p<br>@perqualepasquale<br>@jein_brt<br>@leandro_summo<br>@tehoteardo<br>@shiyangshi_actor<br>@teatrobiondopalermo<br>https://fb.me/teatro.biondopalermo/</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="wp-block-paragraph">full credits:<br>Translation, adaptation and direction: Simone Ferrari and Lulu Helbæk<br>@simoferra @lulu_helbek<br>Set &amp; Costumes: Simone Ferrari &amp; Lulu Helbæk, Eleonora Peronetti<br>@elle_eleonora_p<br>Light Design: Pasquale Mari @perqualepasquale<br>Music: Teho Teardo @tehoteardo<br>Associate Light Designer: Gianni Bertoli @jein_brt<br>Video Design: Leandro Summo @leandro_summo<br>Assistant Director &amp; Acting Coach: Fred Santambrogio @fredsantambrogio<br>Filmmaker: Marco Misheff @frankpjm<br>Creative Team Assistant: @kyanbukhtina<br>Dramaturgy Consultant: Giorgia Conigliaro<br>Production: Teatro Biondo Palermo @teatrobiondopalermo in collaboration with<br>Foll.ia<br>Author of the Interview: Shi Yang Shi @shiyangshi_actor</p>



<div style="height:100px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h1 class="wp-block-heading">TheHeadlands #ChristopherChen #TeatroBiondoPalermo #Palermo #PalermoEventi #TeatroItaliano #AttoriAsiatici #DiversitàInScena #ProsaTeatrale #ShiYangShi #LuluHelbæk #SimoneFerrari #TehoTeardo #CulturaAsiatica #Inclusività #FolliaSrl #RegiaTeatrale #ArteInScena #SpettacoloTeatrale #TeatroModerno #Naoblog</h1>
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		<title>Cosa resta dell&#8217;orto</title>
		<link>https://www.naoblog.it/2024/10/31/cosa-resta-dellorto/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Leone Contini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Oct 2024 14:32:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NAOBLOG]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>19 settembre 2021. Guido da ore perso in grovigli di vie secondarie, limitrofe a strade percorse distrattamente infinite volte nel continuum indistinto della piana pratese-fiorentina tra capannoni industriali, aree incolte e spazi rurali, sottopassi e centri commerciali. Cerco orti visti tante volte con la coda dell’occhio, o forse solo immaginati, sfrecciando sulla tangenziale di Prato [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">19 settembre 2021. Guido da ore perso in grovigli di vie secondarie, limitrofe a strade percorse distrattamente infinite volte nel continuum indistinto della piana pratese-fiorentina tra capannoni industriali, aree incolte e spazi rurali, sottopassi e centri commerciali. Cerco orti visti tante volte con la coda dell’occhio, o forse solo immaginati, sfrecciando sulla tangenziale di Prato Est. Finalmente, dopo un tratto di sterrata in bilico lungo uno dei tanti canali di drenaggio medicei, mi ritrovo di fronte a quelle pergole, parcheggio. L’orto quindi esiste, si tratta effettivamente di un’azienda agricola cinese, come la grande varietà di colture, appena intuibile nel tempo accelerato della guida, lasciava supporre. La brezza del tardo pomeriggio, che sembra generata dal rombo costante dell’autostrada poco lontana, fa vibrare le foglie bruciacchiate del <em>kǔ guā </em>(苦瓜), i cui frutti arancioni ondeggiano appesantiti dai semi maturi che tra poco sfonderanno la polpa del frutto ormai molle cadendo a terra. Si tratta di una cucurbitacea amara molto apprezzata quando è ancora verde e croccante. Sul filare successivo le foglie coriacee dei <em>sī guā</em> (丝瓜) sembrano aver sopportato meglio il caldo estivo, il frutto di questa luffa striata è chiamato localmente<em> bā léng guā </em>(八棱瓜), i suoi fiori ricordano quelli del cetriolo, piccoli lampi giallo limone che punteggiano l’interno ombroso dei tunnel-pergolati, capolavori di ingegneria rurale creati con materiali eterogenei come legni trovati e canne di fiume legate tra loro con tessuti sgargianti &#8211; gli scarti del pronto moda. Oltre i <em>sī guā</em> (丝瓜) le pergole di legenaria sono a fine stagione: i gusci ormai lignificati del <em>pú guā</em> (蒲瓜), secondo la denominazione in wēnzhōuhuà, penzolano dai <em>tenerumi</em> (tralci) rinsecchiti come strani animali rigonfi – ciascuno contiene infatti al proprio interno centinaia di semi, che a fine inverno saranno pronti per germinare nel tempore di una semenzaio, per essere poi trapiantanti in piena terra. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Aprile 2024. Nell’arco di pochi giorni, tra inizio e fine aprile, una grande orto cinese a conduzione familiare &#8211; che da anni produceva verdure a km0 -, è scomparso improvvisamente. Pare che, dopo una confisca, sia passato nelle mani di nuovi affittuari che l’hanno letteralmente livellato con arature in profondità. Le zucche di&nbsp;<em>pú guā</em>&nbsp;(蒲瓜), onnipresenti a inizio mese, sono state triturate, impastate con la terra, sepolte insieme ai pergolati di&nbsp;<em>sī guā</em>&nbsp;(丝瓜).&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La sparizione delle aziende cinesi è in realtà un fatto ricorrente. Poco prima della pandemia, sull’altra sponda del fiume, era successa una cosa analoga. In quell’occasione alcuni media locali avevano cavalcato la notizia della confisca, fino a promuovere una&nbsp;&nbsp;campagna di monitoraggio “spontaneo” delle attività orticole cinesi da parte dei lettori, a cui erano stati offerti recapiti per segnalare “anomalie o pericoli in prossimità degli orti cinesi”. Al di là delle ragioni specifiche per cui gli orti sono stati di volta in volta (sistematicamente?) confiscati a partire dal 2009, quello che colpisce è il risvolto mediatico di questi eventi, e il linguaggio usato, inevitabilmente impregnato di una retorica che stigmatizza quella biodiversità percepita come aliena e invasiva.&nbsp;&nbsp;Pochi mesi dopo, in piena crisi sanitaria, i filari morti di ortaggi cinesi raccontavano l’assurdità di quella confisca a chi per ore attendeva il proprio turno per entrare nell’unico supermarket della zona rossa, in cerca di pomodori che per arrivare in questo angolo di Toscana avevano viaggiato centinaia di chilometri. Già l’anno successivo non restava traccia di questo importante capitolo di storia agricola locale (e globale).</p>



<p class="wp-block-paragraph">8 maggio 2024. La recente sparizione mi riporta alla mente gli orti dell’autostrada: riaffiora il ricordo della loro melanconica bellezza di fine estate, con i giorni sempre più corti e il lampeggiare degli ultimi fiori nel verde cupo delle fronde. Alla prima occasione lancio un occhio oltre il guardrail della tangenziale in cerca delle pergole ma quello che vedo sono campi incolti. Gli ultimi 2 anni sono volati via distrattamente, penso. Esco a Firenze nord e torno indietro verso l’intersezione, ormai conosco i grovigli di stradine e sottopassi e rapidamente raggiungo quel fazzoletto di terra chiuso tra tangenziale e A1. Gli orti sono effettivamente scomparsi. Non c’è traccia dei pergolati, non una singola cucurbitacea sembra essersi naturalizzata, neanche una brassica ai margini dell’appezzamento o nelle canalette drenanti. Mi incammino nel campo tra comuni erbe selvatiche: non è rimasto niente di quel tripudio di biodiversità inattesa, come se quel prodigio intercontinentale di ingegno rurale  e acclimatazione vegetale non fosse mai accaduto. Chiedo informazioni ad alcuni passanti che mi raccontano di una confisca, definita “mega retata”, due anni prima, quando i cinesi sono stati mandati via. Sembrano soddisfatti, “avevano preso tutto loro” dicono, e borbottano qualcosa su presunti “trattamenti anomali”: “usavano tutte cose proibite qui in Europa… concimi, noi si respiravano… viviamo qui…. concimi proibiti qui da noi” – anche se poi ammettono che i loro cocomeri “facevano gola a molti”, alludendo a furti ai danni degli agricoltori. Mi congedo con scetticismo e sto per andarmene quando vedo avvicinarsi un trattore con aratro a traino, gli aironi gli si fanno subito intorno per banchettare nella terra appena aperta. Il trattorista (italiano) è anche il nuovo affittuario, pianterà tutto a mais mi dice. Certamente, penso, con la monocultura aumenteranno anche i trattamenti, inclusi gli erbicidi, particolarmente impattanti &#8211; e che non ho mai visto utilizzare nelle molte aziende agricole cinesi che ho conosciuto in questi anni. Penso anche che nessun vicino protesterà contro questi “trattamenti a norma”, e che nessun giornale locale insinuerà nel lettore il dubbio che quei prodotti agricoli, irrigati con “acque putride” in “terre pericolose” potrebbero “finire sulle nostre tavole” (per citare espressioni spesso utilizzate), perché anzi ne siamo certi: mangeremo quel mais, pacificamente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">27 ottobre 2024. Ripercorro quel labirinto ormai familiare di strade limitrofe e parcheggio sullo slargo a ridosso del fossato come le altre volte. Di fronte a me l’esito dei lavori agricoli di maggio: dove un tempo coabitavano lussureggianti filari biodiversi capaci di produrre cibo per la comunità impera un’anonima monocultura di mais. Salto oltre il fosso, passeggio tra le piante rinsecchite e marcescenti, il mais infatti non è stato raccolto – mi chiedo se lo sarà mai visto che le sovvenzioni europee vengono comunque erogate &#8211; e appare in uno stato di decadenza. Sbuccio un paio di pannocchie, sono piccole, smangiucchiate da parassiti, si sbriciolano tra le mani.&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Leone Contini, ottobre 2024</p>



<p class="wp-block-paragraph">*Questo testo è parte di Semenzaio, un progetto di ricerca supportato dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura nell’ambito del programma Italian Council (2023)</p>
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		<title>Le Arti Marziali nel Cinema e in TV: Dall’Opera di Pechino a Bruce Lee</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco Wong]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Sep 2024 13:22:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NAOBLOG]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le arti marziali hanno da sempre affascinato il pubblico, non solo per la loro spettacolarità, ma anche per il loro profondo legame con la cultura e la filosofia asiatica. Nel nostro primo video del canale &#8220;The Backstage&#8221;, esploriamo le origini delle arti marziali nel cinema e nella televisione, tracciando un percorso che va dall’Opera di [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Le arti marziali hanno da sempre affascinato il pubblico, non solo per la loro spettacolarità, ma anche per il loro profondo legame con la cultura e la filosofia asiatica. Nel nostro primo video del canale &#8220;The Backstage&#8221;, esploriamo le origini delle arti marziali nel cinema e nella televisione, tracciando un percorso che va dall’Opera di Pechino ai primi film di arti marziali, fino all’ascesa del fenomeno globale rappresentato da Bruce Lee.</p>



<h4 class="wp-block-heading">L’Influenza dell’Opera di Pechino</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Le radici delle arti marziali nel cinema affondano nell’antica tradizione dell’Opera di Pechino, una forma d’arte che combina canto, recitazione, acrobazie e arti marziali. Questa forma teatrale ha avuto un&#8217;influenza significativa nella creazione di un linguaggio visivo che ha poi permeato il cinema cinese e, successivamente, quello internazionale.</p>



<h4 class="wp-block-heading">I Primi Film di Arti Marziali</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Il primo esempio di film di arti marziali risale al 1928, con la serie &#8220;L&#8217;incendio del Tempio del Loto Rosso&#8221;. Questo film appartiene al genere &#8220;wuxia&#8221;, caratterizzato da combattimenti coreografati con spade e costumi tradizionali. Tuttavia, per vedere arti marziali a mani nude, dobbiamo attendere l’arrivo di Akira Kurosawa e il suo &#8220;Sanshiro Sugata&#8221;, un film che ha segnato un punto di svolta non solo per la carriera del regista, ma anche per l’evoluzione del genere.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Bruce Lee: La Leggenda</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Se c’è un nome che ha portato le arti marziali all’attenzione del mondo, questo è Bruce Lee. Nato in America ma cresciuto a Hong Kong, Bruce Lee ha saputo unire le sue radici orientali con l’esperienza occidentale, creando un ponte culturale che ha contribuito alla diffusione globale delle arti marziali. La sua carriera ha preso il volo con la serie televisiva &#8220;The Green Hornet&#8221;, dove interpretava Kato, un ruolo che ha subito messo in luce le sue straordinarie abilità.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Il Fenomeno delle Serie TV</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Le arti marziali non hanno conquistato solo il grande schermo, ma anche il piccolo. Un esempio iconico è la serie TV &#8220;Kung Fu&#8221;, che ha portato la filosofia e le tecniche delle arti marziali in milioni di case in tutto il mondo. Anche se Bruce Lee non ottenne il ruolo principale, il successo della serie ha comunque spianato la strada a un&#8217;intera generazione di attori e registi ispirati dal suo talento.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Il Retaggio delle Arti Marziali nel Cinema Contemporaneo</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Il successo delle arti marziali nel cinema e nella TV ha lasciato un’impronta indelebile nella cultura popolare. Registi come Quentin Tarantino hanno omaggiato questo genere nei loro lavori, come dimostra il personaggio di Uma Thurman in &#8220;Kill Bill&#8221;, che indossa un’iconica tuta simile a quella di Bruce Lee in &#8220;L’ultimo combattimento di Chen&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In conclusione, le arti marziali hanno non solo arricchito il panorama cinematografico e televisivo, ma hanno anche contribuito a un dialogo culturale tra Oriente e Occidente, creando un&#8217;eredità che continua a influenzare la cultura popolare ancora oggi.</p>
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		<title>“Il problema dei tre corpi” un problema di soft power?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonella Ceccagno]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Jun 2024 19:16:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NAOBLOG]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Recentemente Marco Wong ha parlato su Naoblog della serie TV ‘Il problema dei tre corpi’, trasposizione di Netflix del romanzo di fantascienza di Liu Cixin, su cui in Cina era già stata fatta una serie TV. Mi piace il taglio che Marco Wong ha dato al post, perché presenta la serie TV in relazione al [&#8230;]</p>
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<figure class="wp-block-image alignfull size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="569" src="https://naoblog.it/wp-content/uploads/2024/06/WhatsApp-Image-2024-06-04-at-20.19.39-1024x569.jpeg" alt="" class="wp-image-2000" srcset="https://www.naoblog.it/wp-content/uploads/2024/06/WhatsApp-Image-2024-06-04-at-20.19.39-1024x569.jpeg 1024w, https://www.naoblog.it/wp-content/uploads/2024/06/WhatsApp-Image-2024-06-04-at-20.19.39-300x167.jpeg 300w, https://www.naoblog.it/wp-content/uploads/2024/06/WhatsApp-Image-2024-06-04-at-20.19.39-768x427.jpeg 768w, https://www.naoblog.it/wp-content/uploads/2024/06/WhatsApp-Image-2024-06-04-at-20.19.39.jpeg 1114w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Recentemente <b>Marco Wong</b> <a href="https://naoblog.it/2024/06/03/il-problema-dei-tre-corpi-e-il-soft-power-cinese/">ha parlato su </a><strong><a href="https://naoblog.it/2024/06/03/il-problema-dei-tre-corpi-e-il-soft-power-cinese/">Naoblog</a> </strong>della serie TV <b>‘Il problema dei tre corpi’</b>, trasposizione di Netflix del romanzo di fantascienza di <b>Liu Cixin</b>, su cui in Cina era già stata fatta una serie TV.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mi piace il taglio che <b>Marco Wong</b> ha dato al <a href="https://naoblog.it/2024/06/03/il-problema-dei-tre-corpi-e-il-soft-power-cinese/"><strong>post</strong></a>, perché presenta la serie TV in relazione al <b>soft power cinese</b>. Il soft power, detto in soldoni, è l’arte di far desiderare e far fare agli altri quello che è vantaggioso per te (in quanto stato).</p>



<figure class="wp-block-image alignfull size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="813" height="1024" src="https://naoblog.it/wp-content/uploads/2024/06/Portrait_of_Dr._Joseph_S._Nye_Jr._Assistant_Secretary_of_Defense_International_Security_Affairs.jpg" alt="" class="wp-image-2001" srcset="https://www.naoblog.it/wp-content/uploads/2024/06/Portrait_of_Dr._Joseph_S._Nye_Jr._Assistant_Secretary_of_Defense_International_Security_Affairs.jpg 813w, https://www.naoblog.it/wp-content/uploads/2024/06/Portrait_of_Dr._Joseph_S._Nye_Jr._Assistant_Secretary_of_Defense_International_Security_Affairs-238x300.jpg 238w, https://www.naoblog.it/wp-content/uploads/2024/06/Portrait_of_Dr._Joseph_S._Nye_Jr._Assistant_Secretary_of_Defense_International_Security_Affairs-768x967.jpg 768w" sizes="(max-width: 813px) 100vw, 813px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"> È stato inventato da <b>Joseph Nye</b> negli anni 1990 ed è diventato un concetto imprescindibile nella valutazione delle narrazioni che ogni paese offre al mondo per farsi bello. Quindi capire se la <strong>serie TV di Netflix</strong> costituisca un <strong>mattoncino </strong>nella costruzione del soft power cinese è davvero interessante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel post si accenna alle <strong>critiche sull&#8217;allineamento dell&#8217;opera</strong> &#8211; e della trasposizione televisiva &#8211; alle posizioni ufficiali cinesi. Questo è un argomento che in parte si sovrappone al soft power, anche se non completamente, credo. Ma bisognerebbe rifletterci meglio.</p>



<div style="height:100px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading">In che modo dunque ‘Il problema dei tre corpi’ sarebbe allineato alle posizioni ufficiali cinesi?</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Non ho letto il libro</strong>, ma nella trasposizione che ne fa Netflix, la <b>rivoluzione culturale</b> viene presentata come qualcosa di ottuso e pericoloso, addirittura mortifero. E la giovane che ha fatto morire il padre della scienziata durante una seduta di autocritica pubblica non si pente di quello che ha fatto, nemmeno dopo aver perso una mano in battaglia &#8230; <strong>La rivoluzione culturale</strong> viene presentata anche come delazione cinica, reiterata nel tempo. Come opportunismo bieco di molti. Quindi direi sostanzialmente in linea con il modo in cui è stata presentata da molti in occidente. </p>



<p class="wp-block-paragraph">È anche in linea con la narrazione cinese? Di certo tira in ballo un periodo storico a cui in Cina non si fa riferimento spesso.</p>



<div style="height:100px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph">Sicuramente poi nella serie di Netflix <strong>la maggior parte degli interpreti è cinese</strong>, e questi sono tra i migliori scienziati del mondo. Questo è un elemento di novità per una serie Netflix, e porta indubbiamente acqua al mulino della dirigenza cinese, la quale punta molto sull&#8217;immagine della <strong>Cina come all’avanguardia tecnologica globale</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image alignfull size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://naoblog.it/wp-content/uploads/2024/06/il-problema-3-corpi-cosa-pensa-stephen-king-serie-tv-cinese-originale-v5-721709-1280x720-1-1024x576.webp" alt="" class="wp-image-2006" srcset="https://www.naoblog.it/wp-content/uploads/2024/06/il-problema-3-corpi-cosa-pensa-stephen-king-serie-tv-cinese-originale-v5-721709-1280x720-1-1024x576.webp 1024w, https://www.naoblog.it/wp-content/uploads/2024/06/il-problema-3-corpi-cosa-pensa-stephen-king-serie-tv-cinese-originale-v5-721709-1280x720-1-300x169.webp 300w, https://www.naoblog.it/wp-content/uploads/2024/06/il-problema-3-corpi-cosa-pensa-stephen-king-serie-tv-cinese-originale-v5-721709-1280x720-1-768x432.webp 768w, https://www.naoblog.it/wp-content/uploads/2024/06/il-problema-3-corpi-cosa-pensa-stephen-king-serie-tv-cinese-originale-v5-721709-1280x720-1.webp 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">I viaggi in una specie di <strong>videogioco iperrealistico ma futuribile</strong>, in cui la scienziata protagonista deve salvare una ragazzina, ogni volta in un pericolo diverso, sono ambientati in una Cina classica. Andrà questo a vantaggio della Cina o a suo svantaggio, visto che quel mondo è assurdo, imprevedibile e irragionevole?</p>



<div style="height:100px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph">A me sembra che il punto in cui maggiormente si strizza l&#8217;occhio al <strong>soft power cinese</strong> sia l&#8217;inclusione di un&#8217;eminenza cinese nella trinità dei saggi che penseranno &#8211;<em>ma non comunicheranno</em>&#8211; le strategie per sottrarre la terra al controllo (mentale) alieno.</p>



<div style="height:100px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<figure class="wp-block-image alignfull size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="860" height="429" src="https://naoblog.it/wp-content/uploads/2024/06/Schermata-2024-03-26-alle-16.45.03.avif" alt="" class="wp-image-2009"/></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il primo elemento</strong> della trinità è lo scienziato coinvolto nelle ricerche scientifiche (di pelle scura, se ricordo bene, quindi politicamente corretto); </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>la seconda</strong> è una combattente armena (donna, quindi un terzo della trinità che salverà il mondo è di genere femminile, anche questo sufficientemente politicamente corretto). </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>E il terzo</strong>? È un uomo cinese, e mi pare di ricordare che, diversamente dagli altri, non abbia alcuna caratteristica distintiva che giustifichi la sua presenza nella trinità eroica. Dunque uno scienziato, una combattente per la libertà e … un cinese!</p>



<div style="height:100px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph">Questo mi è sembrato il tributo gratuito alla Cina. Come se si dicesse che la <strong>Cina conta così tanto</strong> (negli equilibri mondiali) da dover stare di diritto nelle stanze in cui si decide. Ma poi mi viene il dubbio: se il terzo della trinità fosse stato un non cinese senza alcuna caratteristica distintiva, saremmo stati qui a chiederci a che mulino porta acqua? Eccesso di interpretazione?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Staremo a vedere nella <strong>prossima stagione</strong> cosa riesce a fare questo signore cinese per salvare il mondo e giustificare la sua presenza nell’eroica trinità al di là della sua appartenenza all’etnia Han.</p>



<div style="height:100px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>
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		<title>Il problema dei tre corpi e il soft power cinese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco Wong]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Jun 2024 15:35:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NAOBLOG]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La serie Netflix “Il problema dei tre corpi”, pubblicizzato con una campagna molto creativa che ha fatto apparire enigmatica scritta “Siete degli insetti” nelle principali stazioni ferroviarie italiane, è tratta dall’omonimo romanzo di fantascienza di Liu Cixin. Liu Cixin è un autore di grande successo, già vincitore di premi internazionali e che ha conosciuto una [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">La serie Netflix <b>“Il problema dei tre corpi”</b>, pubblicizzato con una campagna molto creativa che ha fatto apparire enigmatica scritta “Siete degli insetti” nelle principali stazioni ferroviarie italiane, è tratta dall’omonimo romanzo di fantascienza di Liu Cixin.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><b>Liu Cixin</b> è un autore di grande successo, già vincitore di premi internazionali e che ha conosciuto una enorme popolarità grazie all’adattamento delle sue opere per il pubblico cinematografico e televisivo.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="667" height="1024" src="https://naoblog.it/wp-content/uploads/2024/06/Il-problema-dei-tre-corpi-667x1024.jpg" alt="" class="wp-image-1989" srcset="https://www.naoblog.it/wp-content/uploads/2024/06/Il-problema-dei-tre-corpi-667x1024.jpg 667w, https://www.naoblog.it/wp-content/uploads/2024/06/Il-problema-dei-tre-corpi-195x300.jpg 195w, https://www.naoblog.it/wp-content/uploads/2024/06/Il-problema-dei-tre-corpi-768x1179.jpg 768w, https://www.naoblog.it/wp-content/uploads/2024/06/Il-problema-dei-tre-corpi.jpg 1000w" sizes="(max-width: 667px) 100vw, 667px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Suo infatti è il romanzo <b>“The Wandering Earth”</b> da cui fu tratto una delle pellicole di maggior successo in Cina, e anche l’adattamento televisivo de <b>“Il problema dei tre corpi”</b> ha avuto grandissimo successo in Cina, nella versione cinese distribuita da Tencent, e adesso con la versione internazionale di Netflix.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al di là delle considerazioni sull’opera è interessante notare alcune tematiche che possono essere di particolare interesse per chi si occupa di Cina e della diaspora cinese all’estero.</p>



<div style="height:100px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading">La rivoluzione culturale</h2>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="538" src="https://naoblog.it/wp-content/uploads/2024/06/194358614-abcfd7aa-1b02-433e-9a98-e2cbec710a92-1024x538.jpg" alt="" class="wp-image-1986" srcset="https://www.naoblog.it/wp-content/uploads/2024/06/194358614-abcfd7aa-1b02-433e-9a98-e2cbec710a92-1024x538.jpg 1024w, https://www.naoblog.it/wp-content/uploads/2024/06/194358614-abcfd7aa-1b02-433e-9a98-e2cbec710a92-300x158.jpg 300w, https://www.naoblog.it/wp-content/uploads/2024/06/194358614-abcfd7aa-1b02-433e-9a98-e2cbec710a92-768x403.jpg 768w, https://www.naoblog.it/wp-content/uploads/2024/06/194358614-abcfd7aa-1b02-433e-9a98-e2cbec710a92.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Il periodo oscuro della rivoluzione culturale è il punto di partenza della serie televisiva e tuttora rappresenta un argomento delicato, quasi tabù in Cina e quindi parlare delle violenze avvenute in quel periodo è un fatto sicuramente interessante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’autore è del 1963 ed è stato anche lui coinvolto direttamente, in quanto i cinesi avevano vissuto il trauma di essere assegnati a un lavoro in un’altra parte della Cina.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella serie, sia nella versione internazionale che in quella cinese, la rivoluzione culturale fa da sfondo storico all’inizio della vicenda che porta prima alla morte del padre di Ye Wenjie, vittima della violenza di guardie rosse, e poi al destino della stessa Ye Wenjie, che viene assegnata a lavorare in una base segreta in Cina, nella quale sarà la prima persona a ricevere il segnale di una civiltà aliena.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le storture ideologiche del periodo compaiono nella storia, per esempio quando un quadro del partito si rifiuta di inviare un segnale al sole, perché questo rappresenta Mao e quindi tale azione sarebbe da considerare una mancanza di rispetto.</p>



<div style="height:100px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading">Il soft power cinese</h2>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://naoblog.it/wp-content/uploads/2024/06/Il-Problema-dei-tre-corpi-1024x576.webp" alt="" class="wp-image-1988" srcset="https://www.naoblog.it/wp-content/uploads/2024/06/Il-Problema-dei-tre-corpi-1024x576.webp 1024w, https://www.naoblog.it/wp-content/uploads/2024/06/Il-Problema-dei-tre-corpi-300x169.webp 300w, https://www.naoblog.it/wp-content/uploads/2024/06/Il-Problema-dei-tre-corpi-768x432.webp 768w, https://www.naoblog.it/wp-content/uploads/2024/06/Il-Problema-dei-tre-corpi.webp 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Tra coloro che si occupano di Cina e di cultura cinese si discute spesso se la censura sulla produzione culturale, molto più forte in Cina che in altri paesi asiatici, non condizioni negativamente il soft power cinese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La censura è in effetti una delle ragioni per cui, nella televisione e nel cinema cinese, una grande produzione venga ambientata in periodi passati della Cina.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Criticare il potere di una dinastia imperiale cinese lontana nel tempo, denunciare la corruzione di un sistema è più facile se questa riguarda un governante del passato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel caso delle opere di fantascienza queste possono offrire una scappatoia analoga, ambientando nel futuro delle situazioni che si vogliono criticare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo caso però <b>Liu Cixin</b> è stato criticato negli USA per portare un punto di vista allineato con quello governativo, tanto che alcuni esponenti del partito repubblicano statunitense hanno sollevato una polemica nei confronti di Netflix per la scelta di trasporre nella propria versione una opera di Liu Cixin.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alcuni critici notano come alcuni temi scelti da <b>Liu Cixin</b>, come il governo mondiale in <b>“The Wandering Earth”</b> e che è accennato anche in <b>“Il problema dei tre corpi”</b>, siano allineati con alcune posizioni cinesi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In realtà nelle varie interviste Liu cerca sempre di evitare gli argomenti più politici e quello che maggiormente colpisce nelle sue opere è più l’aspetto tecnologico, che riflette il suo background di ingegnere.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il casting</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nell’adattamento Netflix quella che era una storia per lo più cinese diventa una storia internazionale, che va dalla Cina alla Gran Bretagna, mantenendo comunque una forte impronta cinese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I personaggi cinesi sono interpretati da attori di origini cinesi, come <b>Rosalind Chao</b> nel ruolo di Ye Wenjie da adulta, <b>Jess Hong</b> nel ruolo dell’astrofisica Jin Cheng, <b>Benedict Wong</b> nel ruolo di Clarence Shi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se nelle produzioni americane attori asiatici hanno già avuto ruoli di personaggi principali, questo in altri mercati è più difficile, anche se qualcosa si sta muovendo anche in Italia, anche se ciò avviene più facilmente in produzioni internazionali.</p>
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		<title>D’Alema in Cina discute di democrazia</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Mar 2024 20:08:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>https://news.cgtn.com/news/2024-03-20/Former-Italian-PM-Cold-War-approach-hampers-democratic-principles-1s7t5wHoqsw/p.html</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://news.cgtn.com/news/2024-03-20/Former-Italian-PM-Cold-War-approach-hampers-democratic-principles-1s7t5wHoqsw/p.html">https://news.cgtn.com/news/2024-03-20/Former-Italian-PM-Cold-War-approach-hampers-democratic-principles-1s7t5wHoqsw/p.html</a></p>
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		<title>Capodanno Cinese al Mercato Centrale Milano &#8211; Anno del Drago!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[naoblog]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Feb 2024 15:12:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Mercato Centrale Milano festeggia l’anno del Drago Dal 9 all’11 febbraio una rassegna di eventi gratuiti dedicati alla festività cinese tra talk, degustazioni, performance di arti marziali e l’immancabile (e coloratissima) Danza del Drago. Secondo la cadenza lunisolare che scandisce l’annualità del calendario orientale, il 2024 è l’Anno del Drago, il segno dello zodiaco [&#8230;]</p>
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<div style="height:145px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il Mercato Centrale Milano festeggia l’anno del Drago</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph"><br>Dal 9 all’11 febbraio una rassegna di eventi gratuiti dedicati alla festività cinese tra talk, degustazioni, performance di arti marziali e l’immancabile (e coloratissima) Danza del Drago.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo la cadenza lunisolare che scandisce l’annualità del calendario orientale, il 2024 è l’Anno del Drago, il segno dello zodiaco cinese più amato dalla popolazione e simbolo dello spirito della nazione. Animale immaginario energico e vitale, è simbolo di forza, intelligenza e prosperità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dal 9 all’11 febbraio il Mercato Centrale Milano festeggia il Capodanno Cinese – noto anche come Capodanno lunare o Festa di Primavera – con una speciale rassegna di eventi per immergersi nella festività più importante del calendario cinese; ecco tutti gli appuntamenti:</p>



<p class="wp-block-paragraph">venerdì 9 febbraio alle 19:00 presso lo Spazio Fare al primo piano<br>Anime di Drago – La meraviglia delle tradizioni che uniscono famiglie e comunità<br>Moderato da <strong>Shi Yang Shi</strong> – scrittore e attore nato in Cina, arrivato in Italia nel 1990 e volto iconico del “cinese” in Italia al cinema e in tv, ricoprendo diversi ruoli sotto la direzione di registi come Silvio Soldini, Paolo Genovese e Luca Guadagnino – l’evento vedrà la partecipazione di ospiti speciali, con interventi istituzionali e clip di ‘ArleChino’, spettacolo vincitore del Premio internazionale Noh’ma Teresa Pomodoro: una storia di straordinaria forza che maschera gli stereotipi e unisce i popoli. L’incontro si concluderà con una degustazione di ravioli cinesi della Bottega del Mercato di Agie Zhou.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sabato 10 febbraio dalle 10:30<br>Forza d’oriente<br>L’Accademia Italiana di Arti Marziali Cinesi “Shen Qi Kwoon Tai” porteranno in tutto il Mercato le raffinate tecniche di liberazione da presa e combattimento in un equilibrio di forze in cui il corpo e la mente si fondono con il respiro, il cuore e l’ambiente. In una una fluida e a volte impetuosa danza del movimento i maestri dell’Accademia alterneranno l’Arte interna del Taiji, espressione armonica ed efficace nella sua matrice marziale e l’Arte esterna del Kung fu, composta da movimenti dinamici ed efficaci nella loro esplosività.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Domenica 11 febbraio dalle 10:30<br>la Danza propiziatoria del Dragone<br>In collaborazione con l’Accademia Shen Qi Kwoon Tai di Vercelli, quattordici tra esperti danzatori e musicisti daranno vita a fantastiche coreografie, per dare il benvenuto al nuovo anno. L’antico e sfrontato Drago della cultura cinese apparirà, sfarzoso e colorato, tra le botteghe degli artigiani in un ballo beneaugurale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Link: https://www.mercatocentrale.it/news/il-mercato-centrale-milano-festeggia-lanno-del-drago/</p>
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